Le tecniche applicate secondo i dettami della Scienza Ayurvedica, atteso l’olisticità di corpo, mente e spirito, non sono riconducibili a diagnosi e terapie occidentali.

lunedì 19 febbraio 2018

Depurarsi con l'Ayurveda


Percorsi Ayurvedici di purificazione


“Colui i cui Dosha sono in equilibrio, la cui digestione è buona, i cui tessuti sono normali, le cui funzioni escretorie sono regolari, il cui spirito, mente e sensi rimangono pieni di beatitudine, è un uomo sano”  

(Sushruta Samhita, 1200 a.c.).


Oggi si è costantemente sottoposti a fattori come agenti inquinanti, scorretta alimentazione, stress, tensioni e altri ancora che danneggiano e alterano l'equilibro psicofisico.
L’ Ayurveda ci offre la possibilità di eliminare gli accumuli per mezzo di percorsi personalizzati accompagnati da un'educazione alimentare rivolta a depurare l'organismo, dalla pratica dello yoga e della meditazione. 
L’ambiente tranquillo e immerso nella natura faciliterà questo il processo di depurazione per liberare il corpo e la mente da tossine, stress e tensioni.

I percorsi Ayurvedici di purificazione verranno effettuati da operatori specializzati e ti  regaleranno benefici che ti accompagneranno a lungo nel tempo.


comunicazione riservata ai soci dell'ASDPS AyuRadha



sabato 14 gennaio 2017

lunedì 14 dicembre 2015

Conferenza Ayurveda

Conferenza Ayurveda la conoscenza della longevità
Organizzata dall'UNI3 di Valenza - Novembre 2015




Conferenza Ayurveda - I sei gusti - 
Organizzata dall'UNI3 di Valenza - Dicembre 2015

sabato 2 febbraio 2013

Le origini




L’Ayurveda è uno dei più antichi sistemi medici scientifici del mondo. Il suo significato letterale è “Conoscenza della Longevità”.
Questa scienza olistica è una vera e propria filosofia che ci insegna a vivere in armonia con il proprio corpo, mente e spirito; non considera solamente gli individui, ma anche il cibo, le erbe, le emozioni, gli esercizi fisici, il linguaggio, il clima e tutto ciò che è riflesso nell’ambiente che ci circonda.
Secondo l'Ayurveda la salute non è solo assenza di malattia ma è uno stato di continuo appagamento e di benessere, uno stato di felicità fisica, mentale e spirituale.

Il concetto di equilibrio espresso dall'Ayurveda comporta non solo il perfetto funzionamento dei vari sistemi ed organi, della psiche e dello spirito, ma anche un rapporto di felice convivenza con tutte le creature, con i familiari, con gli amici, con il lavoro, con il clima e la cultura in cui viviamo, con i propri ideali, con le abitudini, con la verità, con il concetto che si ha di Dio, ecc..


Cenni storici
La storia dell'Ayurveda, affonda le sue radici nel periodo vedico, risalente al 5000 a.C. o forse a un'epoca ancora precedente. Nei quattro Veda - Rig, Sama, Yajur e Atharva - troviamo ampi riferimenti a medicine, rimedi, metodi curativi e descrizioni delle diverse parti e degli organi del corpo umano.

I testi classici dell'Ayurveda che sono giunti fino a noi, Charaka Samhita e Sushruta Samhita, sono stati redatti nella forma attuale probabilmente intorno al settimo secolo a.C.

In questi testi troviamo i miti delle origini dell'Ayurveda e di come venne tramandato al genere umano. Nel Charaka Samhita si dice che quando sulla terra comparvero le malattie a ostacolare la vita degli esseri viventi, un gruppo di saggi, i Rishi provenienti da ogni angolo della terra, mossi da compassione per tutte le creature, si riunirono in un luogo propizio sulle pendici dell'Himalaya per trovare un rimedio.
Con questo atteggiamento, entrarono in meditazione e trovarono l'aiuto di Indra, il Signore degli Dei, che li avrebbe istruiti sul modo appropriato per contrastare le malattie. Deputarono così uno di loro, Bharadvaja, ad andare da Indra per imparare l'Ayurveda. Al suo ritorno Bharadvaja impartì la conoscenza dell'Ayurveda ad Atreya che ebbe sei discepoli, ognuno dei sei discepoli di Atreya scrisse un trattato di Ayurveda.
La maggior parte di quei trattati è andata perduta, ma l'opera di uno di essi, Agnivesa, o per lo meno una parte di essa, è giunta fino a noi nella forma del Charaka Samhita.
Un altro racconto mitologico rivela che Dhanvantari, il medico degli Dei, venne mandato da Indra sulla terra per diffondere la conoscenza della medicina. Dei suoi discepoli Sushruta era particolarmente esperto nell'arte della chirurgia e scrisse un trattato sull'Ayurveda noto come Sushruta Samhita. Questo trattato riguarda soprattutto la chirurgia anche se parallelamente si occupa della medicina generale.

In epoca posteriore Vagbhata scrisse l'Ashtanga Hridaya che descrive l'Ayurveda in forma poetica e che riunisce la sapienza di Charaka nella medicina e l'arte di Sushruta nella chirurgia.

"Poiché nei tempi antichi l'Ayurveda è stato concepito e insegnato da alcuni saggi, certi studiosi sostengono che l'Ayurveda ha un inizio. In effetti non è così, non si conosce un periodo in cui l'Ayurveda non fosse esistente e dopo il quale venne alla luce. Come il calore del fuoco e la liquidità dell'acqua, l'Ayurveda o scienza della vita è cosa innata e per esistere non ha bisogno di alcuno sforzo da parte degli umani". (Charaka Samhita 30.27)

Per concludere, l'Ayurveda non è patrimonio esclusivo di una sola cultura o di un solo paese, non è prerogativa di una sola religione, non appartiene a un solo periodo storico. Poiché tratta di fenomeni inerenti alla natura ha un valore universale e un atteggiamento molto aperto nei confronti degli influssi che provengono da differenti culture; le medicine e le diete possono variare, ma i principi che ne sono alla base sono sempre gli stessi. Perciò si può considerare l'Ayurveda un "Patrimonio dell'Umanità".

I tre Dosha





Secondo l’Ayurveda, l’universo e l’essere umano sono parti integranti costituiti da 5 elementi fondamentali:
Etere, Aria, Acqua, Fuoco e Terra.
Questi elementi combinandosi danno origine a tre umori biologici:
Vata (etere+aria);
Pitta (fuoco+acqua);
Kapha (terra+acqua).

Vata (etere-aria) la cui funzione principale è il movimento, è responsabile di tutti i processi fisiologici essenziali: la respirazione, il battito del cuore, il transito del cibo e l’eliminazione delle sostanze di rifiuto.
Pitta (fuoco-acqua) ha come funzione principale il metabolismo, governa la digestione ed il metabolismo, la temperatura corporea, la percezione, la vista, la fame, la sete, la carnagione, l’intelligenza ed il coraggio.
Kapha (terra-acqua) la cui funzione principale è il metabolismo, dà stabilità, lubrificazione, forza e qualità come la pazienza, la calma e la devozione.

In ogni essere e così anche per l'uomo sono presenti tutti e tre questi Dosha in percentuali differenti questo spiega perché non siamo tutti uguali, infatti ognuno di noi ha una personale costituzione.La salute ottimale di una persona, secondo l’Ayurveda dipende dall' equilibrio soggettivo di questi tre umori biologici.


Quando lo spermatozoo e l'ovocito si incontrano nell'utero dando luogo a uno zigote, la costituzione fisica (prakriti) dell'individuo che nascerà viene decisa dai Dosha che prevalgono in quel momento.
I principali fattori responsabili della costituzione di un individuo sono quattro:
1. il fattore paterno
2. il fattore materno
3. le condizioni dell'utero e la stagione
4. gli alimenti assunti dalla madre durante la gravidanza.
La costituzione accompagna l'individuo per tutta la vita e non si modifica mai.

Esistono sette tipi di costituzione:
1. Vata
2. Pitta
3. Kapha
4. Vata-Pitta
5. Pitta-Kapha
6. Vata-Kapha
7. Vata-Pitta-Kapha (in cui i tre i dosha sono in equilibrio.)



Generalmente le persone di costituzione Vata sono poco sviluppate fisicamente. Il loro torace non è ben formato, le loro vene e i loro tendini muscolari sono ben visibili. Le persone Vata in genere sono molto alte o molto basse, con strutture sottili che rivelano giunture ed ossa sporgenti a causa dello scarso sviluppo muscolare.I capelli sono ricciuti e radi, le ciglia poco folte e gli occhi poco luminosi. Le unghie sono ruvide e fragili. Fisiologicamente, l’appetito e la digestione sono variabili. Amano gusti dolci, aspri, salati e bevande calde. La produzione di urina è scarsa e le feci sono secche dure e scarse. Queste persone sono creative, attive , vigili e irrequiete. Parlano velocemente e camminano in fretta, ma si stancano facilmente.


Queste persone sono di altezza media, sono snelle e la struttura del corpo può essere delicata. Il loro torace è ben formato e mostrano una predominanza media di vene e tendini. Le ossa non sono sporgenti e lo sviluppo muscolare è moderato.Le persone Pitta hanno molte lentiggini o nei , la loro carnagione è ramata, giallognola, rossastra o chiara. La pelle è soffice e calda. I capelli sono sottili, segosi, rossi o bruni e c’è una tendenza a un prematuro grigiore e alla loro perdita. Fisiologicamente queste persone hanno un forte metabolismo, una buona digestione e conseguenti robusti appetiti. Hanno una naturale brama per i gusti dolci, amari, astringenti ed amano bevande fredde.

Le persone di costituzione kapha hanno corpi ben sviluppati. C’è comunque tendenza per questi individui ad avere peso eccessivo. Il loro torace è ampio e sviluppato. I tendini e le vene dei kapha non sono in evidenza a causa del fatto che il loro sviluppo muscolare è buono. Le ossa non sono sporgenti. La loro carnagione è chiara e brillante, la pelle soffice, splendente , oleosa, fredda e pallida. I capelli sono fitti, scuri soffici e ondulati. Fisiologicamente le persone kapha hanno appetiti regolari, la digestione funziona in modo relativamente lento. Hanno la tendenza a muoversi lentamente. Bramano cibi piccanti, amari e astringenti. Hanno una forte energia vitale evidenziata da una buona resistenza fisica esse sono generalmente sane, felici e pacifiche. La qualità chiave è apatia. Il massaggio del tipo Kapha richiede perciò dinamismo.

venerdì 9 ottobre 2009

Il Tocco che Guarisce



"Il mondo ha bisogno di massaggio 
poiché l’amore è scomparso.

Una volta il semplice tocco di due amanti era sufficiente.

 Una mamma toccava il suo bambino, giocava con il suo
 corpo e questo era massaggio.

Un marito giocava con il corpo della sua donna 
e questo era massaggio.
Era sufficiente, più che sufficiente.

Era profondo rilassamento e parte dell’amore.
Ma ciò è scomparso dal mondo.
Piano piano abbiamo dimenticato dove toccare, 
come toccare,
quanto profondamente toccare.


Il tocco è di fatto diventato uno dei linguaggi più dimenticati.

Quando tocchi il corpo di qualcuno 
fallo come una preghiera,

come se Dio in persona fosse lì, e tu lo stessi servendo.

E non essere serio, trasformalo in un gioco.
Non farlo come un lavoro, 
ma in maniera giocosa e divertente.
Divertiti e lascia che anche l’altro si diverta."


Osho